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UN VERO TEMPIO PER LA CARNE AI LAGHI DI SOVENIGO

 

Fior di LotoMeglio una rossa bistecca di "Scottona Romagnola", o quella ben marezzata d'una "Manzetta Prussiana"? Più gustoso il celebrato "Bife de Lomo" argentino, la noce d'un maestoso "Fassone" o la classicissima "T-Bone" di Chianina?

 

Di più: come resistere al gusto intenso eppur delicato d'una tagliata di cavallo, di puledro, di bufalo, o ancora alla tipica sapidità dell'agnello di montagna o alla inarrivabile dolcezza del maiale spagnolo, un superbo Pata negra degno della sua forma planetaria?

 

Se amate la carne, l'unico rischio che correte qui al "Fior di Loto" - rustica, accogliente trattoria sulla riva di uno dei laghetti di Sovenigo, nell'area collinare sopra Puegnago - è di scoprirvi indecisi nell'abbondanza paradisiaca delle eccellenze bovine, equine, suine...

Ma anche per questo c'è un rimedio: scambiare quattro chiacchiere con il giovane maestro della griglia, strategicamente piazzato nei pressi del gran fuoco che domina la sala e che ha dinanzi a sé, ben allineati in una vetrina refrigerata, tutti i "tagli" disponibili.

 

Il banco della carneMacellaio di profonda cultura norcina, questo giovane cuoco conosce infatti di ogni carrè a sua disposizione e non solo la provenienza e le qualità palesi e nascoste, ma pure la frollatura, un elemento di straordinaria importanza che il consumatore moderno spesso non tiene nella giusta considerazione.

 

Qui come in ogni rivendita le carni arrivano infatti pochi giorni dopo la macellazione ed è a quel punto che interviene il know-how del "nostro": a seconda dell'animale con occhio esperto egli infatti decide di portare la frollatura a 25, 30 e persino 40 giorni, ovvero fino al momento ottimale per servirla. E' solo così che anche la semplice cottura sulla griglia, ovvero la più antica fra le tecniche di cucina, può esaltare come nessun'altra il sapore straordinario della carne. (Aldo Corte & Filippo Mori)